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redarrowleft.GIF (53 byte) Arte Marzo 2001 (a cura di Giovanna Grossato)
 

APPUNTAMENTI D’ARTE

ESTE - In silenzio, tra le presenze: Katarina Zari¢ - Centro Culturale "La Medusa" – 31 marzo

Presso la sede del centro di cultura "La Medusa" l’ex Collegio vescovile della città atestina, si potrà visitare fino al 31 marzo una serie di incisioni dell’artista jugoslava Katarina Zari¢.

Nata a Belgrado nel 1966, l’artista è attualmente insegnante di incisione presso l’Accademia di Belle Arti di quella città e della sua recente produzione offre qui in veneto uno straordinario saggio. Di lei dice il critico Marco Fragonara:" E’ come se la realtà fosse scomparsa, lasciando solo impercettibili tracce di ricordi e di sogni. Il mondo poetico di Katarina Zari¢ si riassume in questa semplice tematica, quella della memoria e di una realtà altra da quella quotidiana. Entrambe si alimentano, tuttavia, della vita di tutti i giorni. Nelle sue acquetinte a colori, ma quasi monocrome negli effetti visivi, non c’è spazio per la frenesia della quotidianità o per il movimento che non lascia respiro.. Tutto è tranquillo, lasciato nel silenzio dei grandi spazi dell’universo di cui questo mondo è solo un frammento. Abituati come siamo al rumore di tutti i giorni, non ci è facile entrare in questi mondi immaginati, che si richiamano alla tradizione figurativa dei Paesi Slavi. Eppure non è solo il gioco fantastico di quest’artista che ci colpisce. C’è dell’altro. Com’è ovvio, anche se spesso lo dimentichiamo, la fantasia ha le sue regole, quelle dettate dalla razionalità. E la Zari¢ mostra di utilizzare entrambe. Razionali sono le sue divisioni degli spazi, così come i segni geometrici, che la memoria restituisce sotto forma di sogno. Fantastici ma di quell’immaginazione che non fa leva sul macabro o lo spettrale, appaiono invece i frammenti, colti nella realtà: due personaggi posti in posizione speculare, una sdraio abbandonata sulla spiaggia, un gazebo, davanti al quale appare una figura angelica. Sono tutti segni del tempo, o meglio, delle pause temporali della vita, che attendono continuamente di essere avvertite e percepite come presenze, discrete, questo sì, ma pur sempre presenze di un’interiorità tutta da ascoltare".

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