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redarrowleft.GIF (53 byte) Lettere  Dicembre 1999


A quelli che il Natale non lo vogliono

E' Natale, tutti ci vogliamo più bene, almeno suona così il solito ritornello. A volte ci mettiamo l'anima in pace per aver fatto una buona azione natalizia. Una riflessione sull' essere "buoni" in una realtà consumistica come la nostra e in un certo periodo dell'anno ce la propone questa lettera, ricca di sensibilità è di  "rabbiosa impotenza".   Buon Natale a tutti.

Chissà perché a loro ci si pensa solo nella seconda quindicina di dicembre, quando ci sentiamo tanto buoni, tanto fortunati, tanto altruisti, da poter guardare con occhio pietoso anche a quelle orribili fette di società, vecchie, ammalate, sole, povere, emarginate, che nessun pasticcere avrebbe voluto sfornare.
La visita all’ospizio, il panettone al pensionato, il pacchettino all’ex vicina di casa sfrattata, ci riempiono il cuore di buoni sentimenti e ci portano effluvi di gioia. In centro firmiamo pure contro l’AIDS e la droga, e nel farlo ci sentiamo di dare un valido contributo a questa nostra società ammalata.
Gli sfigati del Natale, se non ci fossero, ce li dovremmo inventare, per farci sentire più realizzati nel nostro progetto di vita.
Al terzo piano della casa di riposo c’è un orribile corridoio con Olimpia che piange e prega. C’è Giuseppe, legato su una sedia a rotelle. C’è Anna che urla nel letto con le sbarre. Fuori ci sono Silvia e Giacomo che non hanno le 100.000 lire giornaliere per diventare ospiti di questo "albergo".
Noi andiamo là, col nostro pacchettino e, intanto, speriamo che a Natale nevichi.

Nel palazzo di lusso, ci sono piccole famiglie per bene che si strappano i capelli per riuscire a pagare le stratosferiche spese condominiali. Fuori c’è la fila, lunga, infinita, degli extracomunitari, congelati davanti alla Questura.

"Speriamo che nevichi, l’importante è che a Natale nevichi".

All’ospedale c’è la mamma di Francesco che guarda il suo unico bambino morire di leucemia senza avere avuto il tempo per fargli un fratello che gli potesse donare il midollo. Fuori ci sono mille uomini che aspettano l’esito dell’esame istologico.

"Speriamo che nevichi……"

Già speriamo che nevichi a Natale, che la neve congeli i nostri stupidi e inutili slanci di bontà.

Speriamo che la neve attutisca gli stonati battiti cardiaci delle ricorrenze.

Speriamo che la neve copra i nostri ipocriti pensieri dicembrini e che tutto passi presto, cosicchè quelli che il Natale non lo vogliono, possano tirare un sospiro di sollievo. 

lettera firmata

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