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redarrowleft.GIF (53 byte) Attualità Aprile 1999

La spia che venne dall'alto

Dietro alle "primedonne" della guerra come F-15, Tornado, Stealth e B-52 lavorano in silenzio alcune comparse. Più sobrie forse ma determinanti. Perché sono loro a decidere quando, cosa e dove colpire. Sono gli aerei-spia: U-2, Predator, Orion, i satelliti. Pieni di videocamere, sensori a infrarossi, antenne. Capaci di fotografare, ascoltare e avvisare se un solo carro armato in Kosovo ha acceso il motore

Caccia, bombardieri e aerei anticarro fanno il loro lavoro. Ma perché F-15, F-16, Tornado, Stealth, A-10, B-52, Harrier e Mirage riescano a farlo bene (centrare gli obbiettivi giusti ed evitare gli errori) lo devono molto ai loro "fratelli" volanti, molto meno appariscenti e spettacolari ma di importanza vitale. Sono i vecchi ma sempre efficaci U-2, i Predator senza pilota, gli RC-135, i satelliti e il P-3C Orion. Gli stessi che da un anno controllano giorno e notte i movimenti delle truppe e dei mezzi corazzati dell'esercito serbo. Prima intorno al Kosovo, ora nell'intera regione. Sono loro i veri "osservatori internazionali", che guardano, fotografano e registrano ogni movimento militare, ogni comunicazione radio o radar. In tempo reale: poi la Nato (o direttamente il Pentagono) vede, interpreta e decide. Ecco un piccolo elenco dei "guardoni del cielo".

L'U-2, grande avvoltoio nero dalle ali lunghe e sottili, risale addirittura agli anni '60. Era un U-2 infatti l'aereo abbattuto e precipitato in Urss durante una missione di spionaggio che provocò uno dei momenti più drammatici della Guerra fredda. Ma per queste operazioni da alta quota resta il numero uno. Di stanza ad Aviano, l'U-2 individua le truppe serbe e gli spostamenti di carri armati e altri veicoli su ampie zone. I sensori dell'aereo-spia raccolgono filmati video, fotografie e immagini anche istantanee a infrarossi capaci di seguire le fonti di calore, come i motori dei tank. I sistemi elettro-ottici montati sull'U-2 sono del tipo Senior Year, Senior Ruby, Senior Glass e Senior Spear. Possono analizzare i dati dei radar come ascoltare le comunicazioni radio fra militari, quelle della polizia di una qualsiasi stazione locale o quelle radio-tv. In appena quattro minuti i dati raccolti possono essere inviati via satellite agli esperti di "intelligence" a terra che li analizzano.

Il Predator, a dispetto del suo nome terribile, non è in grado di sparare neanche un tappo di sughero. Ma è speciale lo stesso: si tratta infatti di un Uav (Unmanned aerial vehicle, veicolo aereo senza pilota). Insomma una specie di grande aeromodello pieno di sensori che gli permettono di spiare da quote medie quello che succede sotto di lui senza rischiare vite umane. Il Predator può essere programmato per prendere immagini ad alta definizione di determinate zone e come l'U-2 è dotato di sensori ad infrarossi. Il suo radar ad alta tecnologia gli permette poi di lavorare anche di notte e con cattivo tempo e può trasmettere filmati in diretta alle stazioni di terra. Gli aeromodelli-spia sono stati usati la prima volta in Bosnia nel 1995: uno fu abbattuto dai serbi e l'altro fu distrutto in volo a causa di un guasto. Attualmente sono tre i Predator in funzione sul Kosovo.

L'RC-135 Rivet Joint dietro ad un normalissimo aspetto da quadrimotore civile nasconde uno dei migliori sistemi spia dell'Us Air Force. L'aereo se ne sta sopra l'Adriatico a captare tutte le trasmissioni elettroniche serbe. Le sue apparecchiature di sorveglianza controllano i messaggi radio o ad esempio le emissioni dei radar quando vengono accesi. E' dal Rivet Joint che spesso partono i messaggi di allarme per i caccia della Nato, avvisandoli che c'è un radar in funzione e potrebbe esserci il pericolo di lancio missili. Con il rifornimento di carburante in volo l'RC-135 può restare in attività per circa 20 ore.

I quadrimotori a elica P-3C Orion della Us Navy partono da Sigonella, in Sicilia. Senza rifornimento in volo possono lavorare per 10-12 ore, garantendo una continua copertura della zona. Anche in questo caso si tratta di aerei dotati di radar e videocamere sofisticate, collegate con la base a terra. L'Orion vola con qualsiasi tempo, notte e giorno.

Infine sopra a tutti e tutto, gli occhi dei satelliti-spia. Sia militari che commerciali. Molte delle immagini del territorio dell'ex Yugoslavia provengono infatti dai satelliti meteo (come il francese Spot, il canadese Radarsat e l'americano Landsat). Le immagini riprese dall'orbita terrestre infatti permettono di vedere se sono state spostate grandi masse di terra (per esempio le fosse comuni) o installati sistemi missilistici antiaerei. Ci sono poi satelliti super segreti, come il Mercury-Advance Vortex in grado di intercettare i segnali radio, radar ed elettronici in generale.

 

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