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MUSICA - Dicembre 1998

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 Il concerto multi-opera

 Tenori, soprani e danzatori hanno offerto un'esibizione di gala per sostenere il Teatro Filarmonico di Verona. Passando da Verdi e Donizetti fino a Bellini e Puccini. Un modo per far conoscere ad un pubblico più vasto lirica e balletto

La stagione musicale al Teatro Filarmonico di Verona dopo il successo delle opere "La Battaglia di Legnano" di Giuseppe Verdi e "Don Pasquale" di Gaetano Donizetti è proseguita con il primo dei concerti di gala offerti dagli artisti a sostegno del teatro scaligero affinché il pubblico accorra sempre più numeroso nella bella sala veronese.

I primi ad esibirsi sono stati il soprano albanese Inva Mula ed il baritono Leo Nucci, accompagnati dall'Orchestra dell'Arena di Verona; ambedue erano stati protagonisti nella passata stagione areniana del "Rigoletto" di Giuseppe Verdi. Inva Mula si è confermata un soprano lirico di grande caratura: voce importante, molto bene impostata, uniforme in tutti i registri e con grande facilità nel raggiungere le zone acute della tessitura. Veramente da manuale la sua interpretazione dell'aria dai "Capuleti e Montecchi" di Vincenzo Bellini ed il finale del primo atto della "Traviata" di Giuseppe Verdi. Come bis ha eseguito con maliziosità e perfetta tecnica il valzer di Musetta dal secondo atto della "Boheme" di Giacomo Puccini.

Leo Nucci è stato il mattatore della serata spaziando dal suo indimenticabile "Barbiere di Siviglia" ad arie tratte da opere di Verdi e Donizetti. I due artisti hanno eseguito il duetto finale del primo atto della donizettiana "Lucia di Lammermoor", il duetto del secondo atto dell'"Elisir d'Amore" e a conclusione della serata il duetto finale del secondo atto del "Rigoletto".

La stagione di balletto si è inaugurata con "Miniature" di Igor Strawinsky e con un interessante collage intitolato "Offenbach" su musiche tratte da vari lavori teatrali di Jacques Offenbach illustrante la sua vita. La coreografia era curata con grande intelligenza da Robert North. Il corpo di ballo ha dimostrato una notevole maturità e bravura in tutti i singoli componenti e sopra tutti vanno citati Ersin Aycan nei panni di Offenbach e Adrienne Balogh in quelli di Rosa Parisienne. Le scene, molto essenziali, ed i bellissimi costumi erano di Andrew Storer. L'orchestra dell'Arena di Verona era diretta da Ilmars Lapinsch.

Luciano Maggi