indice ARTE - a cura di Giovanna Grossato - Settembre 1998


LE TRE VENEZIE - VICENZA

3venezie.jpg (22300 byte)Nelle edicole e in altri punti visibili della città (bacheche delle PT e delle APT ecc.) fa bella mostra di sé il numero di settembre de "Le Tre Venezie", edito da Europrint di Treviso e diretto da Tonino Bortoletto, dedicato alla città di Vicenza.

Di questa rivista, nata cinque anni fa con l’intento di valorizzare la storia, la cultura, l’economia e l’arte delle tre Venezie e di promuovere l’incontro con altre culture e con un turismo non distratto, colpisce, come primo impatto, la veste tipografica, davvero preziosa, ricca di belle immagini con le pagine patinate legate, anziché brossurate, che suggeriscono più l’idea di una pubblicazione da conservare in biblioteca, piuttosto che quella di una rivista da gettare dopo averla letta.

Altrettanto significativi i contenuti che alternano articoli informativi con pezzi più densi, come la sintesi ragionata delle vicende storiche, artistiche ed economiche della città, in apertura, a firma di Elena Filippi, e che non trascura nemmeno aspetti della cultura vicentina più curiosa e sottaciuta, come l’inaspettata vocazione eretica ed illuminista vicentina, devianza curiosa da un atteggiamento peraltro assai ortodosso e perfino bigotto, o quell’altro, relativo all’economia meno vistosamente "moderna" e legata alle tendenze di punta, delle arti e dei mestieri "che hanno mantenuto il loro cordone ombelicale con quanto di meglio la società medievale seppe 3vecop_p.jpg (25894 byte)produrre nel territorio vicentino".

Più specificamente addentro alle problematiche relative alle raccolte civiche e all’utilizzo dello spazio espositivo della Basilica Palladiana sono, poi, i pezzi di Walter De Lorenzi, Mauro Passarin e Lorenzo Marchetto, mentre quelli sul restaurato palazzo Thiene e l’architettura moderna spettano a Luca Romano, il quale ha anche condotto la regia artistica di questa monografia su Vicenza assieme ad Anna Paola Zugni-Tauro.

L’architetto Vittorio Veller offre la presentazione tecnica di un pregevole restauro di palazzo Negro De’Salvi, mentre Katia Brugnolo propone una carrellata sugli affreschi vicentini di Giambattista Tiepolo. Altri articoli significativi riguardano la magia del Teatro Olimpico che, "con i giochi coinvolgenti delle sue prospettive", "affascina gli amanti della tragedia classica riletta dall’inquietudine degli autori contemporanei", firmato da Remo Schiavo, e non mancano nemmeno uno spaccato sulla "Cultura d’impresa" compiuta da Stefano Tommasoni, notizie sul Giubileo e il Santuario di Monte Berico di Giuseppe Miola e una breve gita "Fuori Porta" inventata dalla penna del giornalista Stefano Ferrio.

organo.jpg (22018 byte)Insomma la rivista offre di questa città assaggi sapienti che sollecitano l’approfondimento.

Dei servizi fotografici s’è già detto: compiuti da Mario Belvedere, Cesare Gerolimetto, Marco Munari, Fernando Sovilla, sono assai professionali, con inquadrature non banali e sanno persino proporre scorci ancora inediti di una realtà urbana "consunta" dagli obbiettivi fotografici.

G.G.