indice ARTE - a cura di Giovanna Grossato - Marzo 1998



L’arte? Un labirinto di idee

Trentotto artisti, 114 opere tra incisioni e disegni, un solo tema comune: la magia del labirinto, presente nell’immaginario dell’uomo fin dai tempi più remoti. Una rassegna, quella di Este, che affronta una delle figure più misteriose del passato

E’ un’interessantissima rassegna di incisioni e disegni contemporanei esposta negli spazi dell’ex pescheria di Este, organizzata congiuntamente dall’assessorato alla cultura di Este e dal Circolo Artistico S. Erardo di Bressanone. La selezione delle opere e la presentazione di questa edizione estense della mostra, già allestita a Novacella nell’agosto del 97, è stata curata da Marco Fragonara che è anche autore di un ricco e documentato saggio del catalogo.

Gli autori presenti, 38 in tutto con due o tre opere a testa, sono stati invitati a lavorare su questo specifico tema attraverso le tecniche nelle quali ciascuno di essi è specialista: incisione, in gran parte, ma anche collage e disegno.

Il labirinto, questo il tema, ha offerto a questi artisti motivo profondo di riflessione, com’era prevedibile attorno ad un soggetto che data un’origine antichissima e che conta come elementi essenziali la complicazione della sua pianta e la difficoltà nel percorrerla. L’essenza del labirinto è quella di circoscrivere in uno spazio limitato il groviglio più complesso possibile di itinerari in modo tale da ritardare al viaggiatore il raggiungimento del "centro". Questo tracciato, come è ben esplicitato nel saggio di Fragonara, si ritrova in natura nei corridoi d’accesso ad alcune grotte usate dall’uomo nella preistoria, è originariamente rappresentato dal palazzo cretese di Minosse ove era rinchiuso il Minotauro, è disegnato sulla porta dell’antro della Sibilla Cumana, è inciso sulle lastre delle cattedrali, è danzato nelle regioni più lontane e disparate della terra.

Molti sono anche gli scrittori, da Jorge Luis Borges, a Friedrich Durenmatt, a Octavio Paz, che hanno individuato nel labirinto l’elemento magico e universale. Esso deve permettere e, nel contempo, proibire l’accesso al centro: attraverso un viaggio iniziatico nel primo caso e ai non iniziati nel secondo. In questo senso dunque, il labirinto è una rappresentazione di prove occulte ed esoteriche, preliminari al cammino verso un centro nascosto. Ovviamente più il viaggio si presenta difficile ed irto di ostacoli, più l’adepto acquista consapevolezza di sé e delle sue capacità e la trasformazione del suo io, che si afferma nel raggiungimento del centro del labirinto, costituisce la fine del "viaggio" e il momento di passaggio dalle tenebre alla luce, di vittoria dello spirituale sul materiale, dell’intelletto sull’istinto, dell’eterno sul transitorio.

Giovanna Grossato