Index LETTURE&SCRITTURE Febbraio 1998



Australia, il futuro primitivo

Un itinerario per scoprire un continente speciale dove convivono in armonia due volti all’apparenza opposti: quello moderno e quello selvaggio. Tra grattacieli da record e città all’avanguardia da una parte e paesaggi incontaminati dall’altra. Quella che vi proponiamo è una guida ragionata, con indirizzi e consigli, nel Sud del Paese. Che non è solo la terra dei canguri

Che ci faccio qui? Viene da chiedersi al primo impatto parafrasando Bruce Chatwin. Poi dello stesso autore viene in mente la Via dei Canti, racconti fantastici che cercano di svelare i segreti degli aborigeni, e l'Australia un poco alla volta non è più periferia del mondo ma acquista una sua centralità: incomprensibile, a tratti sfuggente, ma in ogni caso affascinante.

Si atterra a Melbourne dopo un interminabile ma comodo volo Quantas. All'aeroporto internazionale un gruppo di compite signore vestite di nero parlano tra loro. Qualche frase in buon dialetto abruzzese, in discreto inglese, ed in italiano approssimativo. Un ragazzo thailandese esibisce invece un passaporto australiano, ma il suo inglese intercalato da molti "okay" non è proprio inglese... Forse un giorno lo sarà. Il nostro taxi corre veloce lungo una bella autostrada sulla quale sono allineate centinaia di casette che ricordano il paesaggio della periferia di Londra. Solo i grossi camion del tutto simili a quelli americani ci ricordano che qui siamo in Australia. Il conducente tradisce un'origine greca, ma il suo comportamento ha acquisito molte caratteristiche tipicamente Aussies (australiane): la sua parlata è un curioso cocktail di british style, intercalata da termini greci. Il temperamento è mediterraneo. La radio trasmette un'interminabile partita di cricket, lo sport più popolare in Australia insieme al tennis.

Dopo un trentina di chilometri, all'orizzonte si stagliano i primi grattacieli di Melbourne: un grappolo di edifici sui quali si erge il Rialto Tower, costruito dall'impresa dei fratelli Grollo, figli di un emigrante trevigiano. Il viaggio nello stato di Victoria non può che iniziare da qui, da questa città culturale, dinamica, sportiva. Melbourne è la capitale dei festival, dei più grandi eventi sportivi e delle manifestazioni culturali. È una città che diverte, ispira, provoca ed affascina. Era stata pianificata lungo le rive del Yarra River per essere un città di "sostanza", con strade larghe e severi edifici razionali. Fortunatamente il boom economico è coinciso con lo sviluppo di un'architettura di pregio ed oggi Melbourne ha i migliori edifici vittoriani dell'Australia. Come Sydney ha avuto uno sviluppo prodigioso. Nel 1851, quando divenne capitale dello stato del Victoria, contava 77 mila abitanti. Dopo vent'anni la sua popolazione era salita a 206 mila. Oggi conta tre milioni di abitanti, un quarto dei quali nato all'estero. Nella metropoli australe convivono armoniosamente 140 nazionalità. Una situazione di armonia unica che nel 1993 aggiunta alla impareggiabile organizzazione dei servizi ha consentito a Melbourne di essere inserita tra le tre città più vivibili nel mondo.

Sono molte le cose da vedere a Melbourne. Suggeriamo di non perdere la National Gallery of Victoria, 180 St Kilda Road, che sorge accanto al nuovo complesso di South Gate ed al Victorian Arts Centre. Ospita collezioni di arte australiana fra le migliori al mondo ed una mostra permanente dei moderni maestri di arte aborigena. (È aperta nei giorni feriali dalle 10 alle 15. Ingresso libero). Per ammirare Melbourne in tutta la sua maestosità bisogna pero' salire il Rialto Tower Observation Deck. Con i suoi 253 metri di altezza è la torre decima al mondo e la seconda in Australia dopo la Sydney Tower (304 metri). Gli australiani amano i numeri: la Torre conta 1450 gradini; 13 mila finestre per pulire le quali ci vogliono due mesi di lavoro; ha 36 ascensori che viaggiano ad una velocità di 25 chilometri orari. Se un mattone del peso di un chilogrammo viene lanciato impiega 7,9 secondi per arrivare a terra. Infine, ogni anno, la Torre viene visitata da due milioni di persone. Il Rialto Observation Deck è al 525 di Collins Street, tel.(03) 9629 8222- Fax (03) 96148231- Contattare David Hayward.

Non si può lasciare Melbourne senza avere visitato il Queen Victoria Market, al 513 di Elizabeth Street. È un centro di frenetica attività e di incredibili affari: vi sono allineate più di 1000 bancarelle che vendono prodotti di ogni genere. Un altro modo per visitare la città è quello di salire a bordo di una imbarcazione vicino al Princess Bridge per effettuare una traversata lungo il fiume Yarra. Se il tempo lo permette ci si può rilassare sulla spiaggia di Santa Kilda: è sufficiente prendere il tram e ci si arriva in pochi minuti.

Lasciamo Melbourne alla volta di Geelong, importante centro industriale della lana. Ma prima di arrivarci, lungo l'autostrada che prosegue verso sud, a soli 30 minuti dalla capitale del Victoria è d'obbligo una tappa alla Mansion of Werribee Park. E’ una grande tenuta composta da un palazzo centrale e da altri edifici (scuderie, magazzini, e case per il personale) considerato una delle più importanti mete storiche e culturali dell'Australia. E qui che gli abitanti di Melbourne vengono a cercare le loro radici del secolo passato. Werribee Park è un tipico esempio della potenza raggiunta da una delle dinastie di allevatori di pecore merinos e di industrali della lana, che hanno accumulato una fortuna enorme alla fine del diciannovesimo secolo. I saloni sono perfettamente conservati ed ospitano ricordi di caccia in Scozia e nel vecchio continente dei suoi proprietari. La Mansion fu costruita tra il 1874 ed il 1877 dagli scozzesi Thomas e Andrew Chirnside che ben presto la trasformarono in un centro di vita sociale, di eventi sportivi e di parate militari. Nel 1973 fu acquisita dallo Stato di Victoria che oggi cura circa 12 ettari tra parchi e giardini. Cinque ettari contengono 4 mila qualità di rose tra le quali quella gigantesca dei Tudor. Oggi Werribee Park ospita eventi culturali, tra cui spettacoli teatrali, concerti, mostre d'arte e di artigianato ma anche gare di polo. Werribee Park è in King Road , Werribee Victoria tel. (03) 97412444 - fax (03) 97429623. Contattare Alexis Ensor.

Bastano 30 minuti di auto per arrivare a Geelong, altro grande centro legato al passato. Esplorando la zona nel 1802, Matthew Flinders la definì una zona fertile, capace di ospitare molti bovini, ma adatta soprattutto all'allevamento degli ovini. Aveva visto giusto: nel 1836 la prima pecora fu sbarcata a Point Henry sulla spiaggia di Corio di Bay, e nel 1840 Geelong era già divenuto un porto vitale da dove venivano imbarcate quantità enormi di lana sulle navi dirette in Inghilterra ed in Europa. Nel 1865 Geelong si era già guadagnata l'appellativo di Bradford del Sud. Nel 1920 nei suoi lanifici lavoravano oltre 5 mila operai. Nessuna altra città al mondo ha oggi tante attività associate alla lana. A Geelong merita una visita il National Museum of Wool aperto nel 1988, dove è possibile ripercorrere lo sviluppo tecnico di questa industria. Nel museo si possono osservare manufatti unici nel suo genere. Direttrice artistica è Elizabeth Triarico, una giovane di origine trevigiana che sarà ben felice di fornire in lingua italiana tutte le spiegazioni che vengono richieste. Il National Wool Museum, è al n.26 di Morabool Street, Geelong Vicotria. Tel. (03) 5227 0701. Fax: (03) 52221118. Contattare Liz Tinney.

Si lascia Geelong e la strada costiera. Ci si dirige verso l'interno. Si oltrepassa il villaggio di Inverleight e, dopo aver percorso 44 chilometri ad ovest, si raggiunge Barunah Plains, vicino ad Hesse. Qui c'è una delle più grandi fattorie del Victoria. È impossibile non subire il fascino della prateria sterminata intercalata da qualche oasi di alberi. (Noi abbiamo il sangue delle pecore merinos portate qui nel 1840 - racconta scherzando Graham Mills, il proprietario che tra l'altro è un ottimo pianista di musica classica - ma alleviamo anche bovini). Nella tenuta sono pero' le pecore ad avere la precedenza: ve ne sono ben 10 mila allevate da cinque operai. La tenuta di Graham e di sua moglie Jazon fu costruita nel 1860 e conserva molti cimeli di viaggi effettuato dai loro antenati in Indonesia ed in Thailandia. I coniugi affittano alcune case coloniche. Vale la pena approfittarne per vivere qualche giorno a diretto contatto con gli allevatori e carpire da loro alcuni segreti nell'arte dell'allevamento e della tosatura delle pecore. Nella tenuta c'è anche un grande campo da golf frequentato nei week end da molti giocatori di Melbourne. Barunah Plains, Hesse, via Inverleight Vicotioria 3321. tel. (03) 52871234. Fax: (030 52871234. Contattare Joan Mills.

Si lascia Barunah e si raggiunge nuovamente la costa dove inizia la grande strada oceanica (The great Ocean Road), una delle meraviglie dell'Australia. È un percorso indimenticabile attraverso una flora unica nel suo genere ed una fauna selvaggia. Si attraversa la foresta pluviale di Otway e si scende ancora verso le costa di Shipwreck. Da Torquyay alla Apollo Bay il percorso segue l'oceano. Man mano che si procede si incontrano paesaggi sempre più spettacolari. Il villaggio di Lorne vicino alla baia di Loutit è proprio sotto la catena montuosa di Otway. Qui ci sono migliaia di ettari di pini, di felci, di orchidee selvagge, di cespugli e di fiori endemici.

Lungo la Great Ocean Road ci sono due tra i più bei parchi dell'Australia. Nell'Otway National Park ci sono da una parte foreste di alberi altissimi e dall'altra terrificanti scogliere. Il secondo parco è quello di Port Campbell altrettanto maestoso ma ricco anche di riferimenti storici. Lungo la sua costa frastagliata nel secolo scorso sono naufragate centinaia di imbarcazioni. La sua ripida scogliera calcarea alta una cinquantina di metri è erosa da onde violentissime. Il litorale si frantuma e abbandona nel mare poderosi faraglioni disegnati in forme fantastiche. Sono i cosiddetti Dodici Apostoli che spuntano come funghi dall'oceano. In realtà ne sono rimasti solo nove perché tre sono caduti. Il luogo è costantemente battuto da un vento forte che lo rende ancora più suggestivo e selvaggio .Si può mangiare al Blackwood Gullky Tea Rooms. Great Ocean Road. Lavers Hill Victoria 3238. Tel. (03) 52373290. Fax: (03) 52374237. Contattare Bev Mulder.

Il viaggio continua lungo la Great Ocean Road fino a Port Fairy. Qui si può pernottare al Gobles Mill House, 75 Gips Street. Port Fairy Victoria 3284. Tel. (03) 55681118. Fax: (03) 55681178. Contattare Noel e Lorraine Adamson.

Si lascia Port Fairy di buon mattino ed inizia il viaggio verso la catena dei Grampians. Vale la pena ricordare qualche riferimento storico. Circa 400 milioni di anni fa, nel luogo oggi chiamato Western Victoria, la terra si alzo' per formare una vasta isola di montagne chiamate i Grampians, un'oasi che per milioni di anni è stata recintata dall'avanzare dell'oceano. Nel corso degli anni, il vento e la pioggia hanno intagliato fantastici paesaggi nella pietra antica, creando dirupi e guglie e formazioni rocciose incredibili. Visitare i Grampians è un'esperienza unica. Ci sono montagne spettrali. È un luogo di antichissime leggende che conserva alcuni reperti di arte Koorie, scolpiti dagli aborigeni del luogo, piuttosto rari in Australia. Ci sono testimonianze di cerimonie dipinte in rosso ed in bianco sulle pareti di molte rocce. Ne sono state documentate oltre un centinaio. Anche la flora è spettacolare. Alcuni fiori crescono per tutto l'arco dell'anno. Alcuni si trovano solo qui. Per visitare i Grampians si può pernottare al Glenisla Homestead , Via Cavendish, Victoria 3314. Tel. (03) 5380 1532. Fax: (03) 5380 1535. Contattare Robert e Cherry Barber. L'accoglienza è molto familiare. La fattoria è isolata in mezzo al verde. Robert organizza dei tour a cavallo e in carro attraverso la catena dei Grampians.

Si lascia il Glenisla Homstead e si procede verso Yendon ed i Goldfields (le miniere d'oro). È anche questo un viaggio nel passato dell'Australia. Quando l'oro venne scoperto nella tranquilla cittadina di Clunes nel 1851, iniziò la grande corsa. E la scoperta, nel corso di pochi anni contribuì a cambiare la storia sociale ed economica del Paese. I cercatori e gli avventurieri arrivarono da tutto il mondo per arricchirsi in questo Eldorado agli antipodi. A testimoniare quell'epoca favolosa alla periferia di Ballarat c'è oggi la collina di Sovereign dove è stata ricreata l'atmosfera della cittadina mineraria. Sovereign Hill, perfettamente ricostruita ed animata da comparse volontarie in costume, dà un quadro preciso della vita dell'epoca. Compresa dalle cittadine di Ballarat, Bedingo, Saint Arnaud e Ararat, la regione dei Goldfields è ricca di edifici vittoriani e di giardini botanici. A Ballarat si puo' dormire all'hotel Ansonia , 32 Lydiard Street South. Tel. (03) 5332 4678. Fax: (03) 5332 4698 . Contattare Gerard Ballantyne. In due ore circa di comoda autostrada si ritorna a Melbourne.

Paolo Gabrielli