guard SCIENZA - Gennaio 1998

Foto di gruppo con satellite

Vola a 473 km di altezza e riesce a fotografare oggetti a terra grandi tre metri. Ma non Ŕ un satellite militare: chiunque ha una carta di credito, con pochi soldi, potrÓ infatti comprare le immagini prese dal cielo dal satellite commerciale "EarlyBird 1". Anche su ordinazione e via Internet

Si chiama "EarlyBird 1", e a prima vista Ŕ un normalissimo satellite che fotografa la Terra da 473 chilometri di altezza. Ma in realtÓ Ŕ diverso dagli altri. Per tre motivi: uno curioso, uno inquietante e uno rivoluzionario. Early Bird infatti Ŕ un satellite commerciale di una societÓ Usa ma Ŕ stato lanciato dal Svobodny Cosmodrome in Russia su uno Start-1, ex missile balistico intercontinentale dell’Urss pre-Gorbaciov; Ŕ capace di prendere immagini di oggetti a terra grandi appena tre metri; e soprattutto le sue fotografie potranno essere comprate da chiunque abbia una carta di credito. Anche via Internet.

La Earth Watch di Longmont, in Colorado, proprietaria dell’EarlyBird, ha giÓ le sue brave ordinazioni. Se a qualcuno interessano le foto "spaziali" (magari di casa sua…) si pu˛ contattarla all’indirizzo web

www.digitalglobe.com

con una quota minima di prenotazione di 300 dollari (540 mila lire circa). I prezzi delle immagini in bianco e nero dovrebbero andare dalle 5-6 mila lire alle 10 mila lire per chilometro quadrato, a seconda che provengano dall’archivio della societÓ o siano ordinate espressamente.

Si possono richiedere anche foto a colori, ma il prezzo aumenta e la risoluzione in questo caso Ŕ minore. Comunque, dice sempre la Earth Watch, il satellite sarÓ in grado di fornire immagini speciali su richiesta in pochi giorni.

A cosa serviranno le foto dal cielo? A un sacco di cose. Ad esempio a mappare cittÓ e strade, per cartografie, per aiutare i soccorsi in caso di disastri, nell’industria mineraria e anche per dare a media e istituzioni la possibilitÓ di controllare lo stato dell’ambiente o eventuali operazioni militari. Prendere immagini di oggetti di appena tre metri vuol dire infatti distinguere un’auto da un camion, cosa prima impossibile con le normali risoluzioni di 10 metri. E non Ŕ poco. Senza contare che fra breve sia la Earth Watch che altre societÓ di vari Paesi pensano di lanciare satelliti con possibilitÓ di distinguere oggetti di un solo metro di diametro. Insomma si potrÓ vedere un plaid steso su una spiaggia di Rimini.

Inutile dire che la nuova frontiera della tecnologia (e del commercio) apre un problema di sicurezza militare. Tanto che la stessa amministrazione Usa che ha dovuto liberalizzare il mercato dei satelliti-spioni (se no lo facevano le altre nazioni), si Ŕ riservato il diritto di bloccarne l’uso in caso di guerra o particolari crisi internazionali. Oltre a vietare la vendita delle foto (ma non potrÓ impedire eventuali acquisti per conto terzi) a determinati Paesi come Cuba, Libia, Corea del Nord, Iran ed Iraq.

Ma a dire il vero c’Ŕ un altro problema: quello della riservatezza. Insomma da oggi abbiamo un occhio sopra la testa capace di vedere come, dove, quando e cosa facciamo. E’ vero che i satelliti militari lo facevano giÓ. Ma sapere a che ora torniamo a casa la notte non gliene importava poi tanto. Adesso invece un qualsiasi privato (il vicino di casa, un servizio segreto, un investigatore privato o la mamma ansiosa) con quattro soldi potrÓ seguire la nostra auto, o quella della fidanzata, moglie, marito o altro. E tra qualche anno sarÓ peggio, quando inesorabile arriverÓ "l’autovelox" dello spazio: "Caro signore, come da foto allegata lei ha fatto la pipý alle ore 3.07 di martedý sul terzo albero di corso Matteotti, violando l’articolo 36 bis. Il versamento delle 100 mila lire di multa si pu˛ fare anche in Posta…".

a.m