Index MUSICA - Dicembre 1997

Gluck nell’isola dei sogni

Un mix di forme musicali tipiche del settecento e temi popolari che vanno dall’opera buffa al dramma: č questa l’"Ile de Merlin", storia di un mondo fantastico che funziona alla rovescia e dove tutto quello che in genere č difficile da avere diventa facilissimo. E fuori dalla norma č stata anche la partecipazione di Amedeo Moretti, che ha interpretato ben cinque personaggi

Il Teatro Comunale di Firenze ha messo in scena un'opera poco rappresentata di Christoph Willibald Gluck: si tratta di un lavoro in un atto realizzato in due parti. Il titolo originale č "L’Ile de Merlin ou le monde renversé", scritta su libretto di L. Ansaume da Aain-Reneč Le Sage e D'Orvenal. La prima rappresentazione avvenne nel 1758 presso il castello di Schoenbrunn. Si tratta quindi di un lavoro scritto prima della riforma del melodramma che praticamente inizia con l' Orfeo ed Euridice del 1762.

L'opera č suddivisa in ventitrč numeri che coprono praticamente le varie forme musicali del settecento, dai temi popolari a quelli vicini all'opera buffa e ad arie pertinenti all'opera seria. I vari numeri sono collegati tra loro da dialoghi parlati di grande efficacia e che danno un notevole brio a tutto il lavoro, arricchendo la parte musicale e portando per mano lo spettatore nella comprensione della vicenda. L'opera si apre con una sinfonia che nella sua prima parte evoca la tempesta di mare provocata dal mago Merlino ed una volta placatasi rimangono in scena Pierrot e Scapino, i due protagonisti, che sono naufragati su questa strana isola in cui tutte le cose vanno esattamente a rovescio rispetto alla vita normale.

Un avvocato dice che le cause sono pagate dai clienti, un filosofo spiega che in quell'isola essi non sono pedanti e noiosi come a Parigi, cittą d'origine di Pierrot e Scapino, ma si dedicano alle feste ed a godere la vita insegnando anche agli altri come goderla. Quando i due protagonisti sono affamati trovano subito da mangiare e quando desiderano compagnia femminile sono subito accontentati da due graziosissime ragazze.

Il lieto fine con le nozze di Pierrot e Scapino con Argentina e Diamantina, le ragazze che erano venute in soccorso dei naufraghi, č di prammatica. L'opera č stata realizzata con i complessi dell'Aslico e l'interessante progetto teatrale č stato realizzato con la collaborazione della Scuola d'Arte drammatica Paolo Grassi di Milano.

Amedeo Moretti si č ben disimpegnato nelle varie parti di Merlino, del filosofo, del procuratore, del cavaliere e del notaio con una sicura vocalitą ed una buona impostazione della linea di canto. Ugualmente bene Carmen Serrano, Federica Proietti, Gioacchino Zarrelli, Maurizio Leoni, Stefano Orlandi, Davide Fossati, Eugenia Amisano e Cristina Bucci nei relativi ruoli.

Interessante e spigliata la regia di Francesco Micheli con il simpatico intervento di alcuni personaggi che conversavano con il pubblico prima dell'inizio di ciascuna delle due parti. L'orchestra del Maggio Musicale Fiorentino era diretta con precisione da Arnold Bosman.

Successo di pubblico, purtroppo non numeroso.

L.M.