Index ATTUALITA' - Aprile 1997


Videogiochi di guerra

L’esercito degli Stati Uniti sta sperimentando nel deserto del Mojave la prima battaglia computerizzata. Con 4500 militari e 1600 veicoli continuamente controllati e monitorati da satelliti, aerei spia e centinaia di speciali computer portatili in dotazione ai soldati. Così i generali Usa stanno per realizzare il sogno dei grandi condottieri fin dalle guerre puniche: sapere sempre dove si trova ogni uomo e ogni mezzo, nemici compresi. Ed entro il 2000 una intera divisione dell’Us Army sarà pronta a combattere la guerra che avevamo visto solo nei film di fantascienza

E’ passata un po’ inosservata, come notizia. Invece è un simbolo dei tempi che cambiano (se in meglio o in peggio è una questione personale). Sarà che a forza di vedere film di fantascienza si sono fatti prendere la mano, comunque l’esercito degli Stati Uniti ha sperimentato la prima battaglia campale con uomini, mezzi e finto nemico condotta, organizzata, monitorata e in parte pensata dai computer. Insomma gli americani sono riusciti ad ottenere quello che hanno desiderato i generali fin dalle guerre puniche: sapere esattamente in ogni momento dove si trova e come si muove ogni uomo e ogni mezzo sia amico che avversario.

Così nella tenda del maggiore della 1. Brigata William Wiegeshoff, in mezzo al deserto del Mojave, invece delle solite cartine, mappe e radio ci sono decine di monitor di computer che ricevono migliaia di dati da satelliti, mini-aerei spia senza pilota e dagli speciali computer portatili di cui sono dotati i soldati in mezzo al campo di battaglia. Sprofondati nel fango, con le pallottole che fischiano sopra la testa, una mano sull’M12 e un occhio sul monitor davanti agli occhi.

Wiegeshoff è in pratica l’uomo che deve fare da centro di smistamento delle informazioni tra il fronte e il comando. In altre parole l’esperto che ha il compito di "rendere comprensibile" per il comando quello che risulta dalla miscela tra le teorie militari classiche e i bit della guerra informatica.

E’ il maggiore infatti che predispone l’avanzata della "Force XXI", l’armata-sperimentale-con-computer, nella battaglia contro le truppe nemiche. Truppe nemiche dotate, come povere reliquie del passato, di mappe e radio. "Io organizzo tutte le informazioni di cui hanno bisogno i soldati per ucciderne altri - ha spiegato serafico il maggiore - Posso vedere dove si trova ognuno di loro e impedire, ad esempio, che si sparino tra compagni. Certo non tutto funziona come dovrebbe, ma più che parlare di difetti parlerei di "sfida"...". Contento lui.

Cavie della guerra del 2000 sono alcuni dei 4500 soldati della 4. Divisione di fanteria di Fort Hood, nel Texas, equipaggiati con computers e sistemi di comunicazione satellitare (valore del materiale: circa 400 miliardi di lire). Nel campo di battaglia c’erano anche 1600 veicoli tra carri armati M1-A2, cannoni howitzer e camion. La battaglia computerizzata nel deserto americano durerà sei settimane. Le truppe sono controllate da satelliti e aerei spie che aiutano i loro computer ad individuare la posizione del nemico e danno contemporaneamente anche la loro posizione. Alcuni ufficiali hanno detto che il flusso delle informazioni permette ai vari comandanti di prendere decisioni, anche cruciali, molto più velocemente rispetto al passato.

Il terzo giorno della guerra simulata la 1. Brigata ha sferrato un attacco contro un battaglione nemico motorizzato vicino ad una montagna. Le cose, a dire il vero, non è che siano andate poi benissimo: quattro dei sette elicotteri Black Hawk sono stati messi fuori uso dai nemici durante la prima fase dell’operazione. Ma gli elicotteri Apache sono riusciti poi ad eliminare 27 unità di artiglieria dei "cattivi" e qualche ora dopo le forze amiche si erano inoltrate di circa 30 chilometri nelle linee avversarie, pur ostacolate da un attacco (virtuale) con armi chimiche in un passo di montagna.

Per il segretario della Difesa William Cohen, che ha assistito alle manovre da fantascienza "l’informazione è la chiave della nostra superiorità militare". Cohen ha definito la battaglia computerizzata "una via di mezzo tra il generale Patton e Bill Gates, in fondo quello che vediamo qui è una rivoluzione nel concetto di guerra. E comunque non si può tornare indietro...". Il generale Dennis Reimer ha poi annunciato che l’esercito entro il 2000 ha in programma di equipaggiare con i nuovi sistemi un’intera divisione, il tutto con una spesa di circa 320 miliardi l’anno.

Non è tutto: ogni passo di ogni soldato, amico e nemico, sarà memorizzato. I dati potranno così essere utilizzati per fare i confronti con altre battaglie simulate e scoprire se le truppe computerizzate hanno ottenuto o meno vantaggi reali nella loro azione. E magari correggere i difetti nel futuro

Comunque come succede in ogni buon film americano non poteva mancare la battuta finale. Questa è del generale Paul Kern: "Il miglior computer che abbiamo è quello che sta tra le orecchie dei nostri soldati". Fosse stato John Wayne, si sarebbe tolto il sigaro dalla bocca prima di sputare per terra.