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redarrowleft.GIF (53 byte) Sport giugno 2004

“Dù volt is meglio che uan!” (Part Ciù)

10/06/2004

PAUSA PUBBLICITARIA: RESTATE CON ME

Mentre vi state autogestendo la pubblicità vi dirò due cose:

1 – Bayliss e Xaus hanno effettivamente cambiato le gomme dopo essere usciti dalla pitlane quindi hanno gareggiato “gara due” con gomme slick: onore al merito e tanto di cappello per la prestazione.

2 – Avrete notato l’ausiliare “avere” unito al verbo piovere anziché l’ausiliare “essere”. L’esimia “Accademia della Crusca” interpellata alla bisogna tempo fa rispose che l’ausiliare da usarsi in tal caso è indifferente, poiché trattasi di forma ormai comune l’utilizzo dell’uno o dell’altro e che la vecchia regola è stata praticamente superata. Altresì, la forma “ha piovuto” è da considerare corretta anche se derivata da francesismo…. E allora visto che si può infrangere una regola senza per una volta essere deleteri a qualcuno, tosto la infransi!!!!

Bene, possiamo riprendere.

FINE PUBBLICITA’: STACCATE DAGLI SPOT

SABATO

Le strade iniziano ad essere cariche di gente; i piloti iniziano ad essere carichi per la gara e per la gente; i commissari di pista, la security e i parcheggiatori iniziano ad essere carichi di lavoro per il gran giorno e per la gente che si avvicina, molta gente che ha gozzovigliato in giro è ancora “carica” dalla sera prima….

Sete Gibernau è per ora l’uomo della pole position ed in sala stampa ci accolgono i “Media Highlits” spagnoli, cioè le fotocopie degli articoli pubblicati dai loro giornali.

La prendono alla leggera, senza nessuna enfasi…magari un pochetta….

“Sete in territorio nemico è un lider solido!”..”In territorio nemico”..”Sete contro l’Italia”..”Sete vince la prima sfida a casa loro”...”Sete conquista il feudo italiano mentre Biaggi, Rossi e Capirossi sono impelagati nella loro guerra civile…”

Mancano “Sete sbarca su Marte e impenna di quinta” e “Sete sconfigge Dracula e L’uomo lupo con la moto clienti” e sarebbe completa!!!!!.

Forse noi dovremmo imparare qualcosa sul come vanno trattati i successi dei nostri, invece di darci continuamente le martellate in testa.

Mentre stiamo leggendo tali esagerazioni iniziano le prove libere, quelle che di solito insieme al warm-up domenicale ti consentono di capire meglio quale sarà il passo di gara di ogni pilota.

Valentino sembra meno in affanno, più redditizia la sua guida, più stabile la sua M1; a far preoccupare sono le condizioni meteo che stanno variando velocemente come nei due giorni precedenti ma stavolta sembrano preludere a della pioggia molto più intensa.

Finiscono le libere e Rossi ha il miglior tempo seguito da Checa e Gibernau, mentre gli altri italiani sono più staccati.

Neanche il tempo di mangiare qualcosa e di farsi un giro nel paddock che siamo già alle qualifiche che formeranno la griglia di partenza definitiva.

E’ una gran battaglia e Sete la spunta solo alla fine, per 2 millesimi su Hayden (dove stava questo?) e 6 millesimi su Rossi; in poco più di 5 decimi ci sono sette piloti, in un secondo ce ne sono ben dodici!

Si nota subito che il distacco subìto da Valentino nella prima sessione è recuperato e che Hayden si è inserito a sorpresa in prima fila, mentre Biaggi, anche lui a sorpresa, ne è rimasto fuori.

In conferenza stampa Rossi dirà che le gomme da tempo che vengono usate negli ultimi minuti in realtà sono un parametro aleatorio della prestazione, non sarebbero cioè performanti tutte allo stesso modo: a volte te ne capita una velocissima altre volte una che ti fa peggiorare; ad Hayden e Biaggi devono essere stati montati questi due opposti.

Abbandonata la conferenza, di corsa nell’hospitality Carrera di Lucio Cecchinello dove in anteprima viene presentato il dvd western di beneficenza interpretato da vari piloti, il Dott.Costa e altri grandi del passato, visione gustata in presenza degli stessi protagonisti

E’ un quarto d’ora di puro divertimento, un dvd che va sicuramente acquistato, per la buona causa cui si presta la produzione e per l’interpretazione dei soggetti, tutta da vedere, pensando ovviamente che sotto i panni degli abitanti di quello sgangherato villaggio del west non ci sono John Wayne o Clint Eastwood ma Dovizioso, Locatelli, Melandri, De Angelis, Sabbatani (un mito della comicità), Lucchinelli, Rolando, Costa, “Gasolio” Casoli e altri che non vi svelo.

Nel frattempo le cateratte del cielo si aprono sul Mugello e piove sui poveri spettatori accampati tutto intorno: la terra si trasforma in fango puro e la temperatura cala di una quindicina di gradi.

Dall’estate si piomba nell’autunno..

DOMENICA

C’è un sole da spiaggia.

Subito in sala stampa a mettere giù la roba e poi un giretto nel paddock a vedere un po’ di “costume locale”, anzi, un po’ di costumi da paddock-girl con la gradita presenza delle girl all’interno degli stessi.

L’interno paddock è un formicaio di gente indaffaratissima in mezzo a gente che sembra in gita a Gardaland ed il contrasto tra chi ha il cuore in gola, una tensione da panico e un casino di lavoro da fare, con quella che ha come preoccupazione più grande un tè freddo che sia alla menta, è veramente stridente.

Tra una disquisizione e l’altra c’è il warm-up: Gibernau dà un secondo a Valentino e sembra il destino della gara sia segnato, ma il 46 si ferma più volte, cambia parecchio, prova di tutto.

Neanche il tempo di capirci qualcosa ed attacca il GP delle 125, mentre Milton della fattoria che tifa per “il Dottore” è già attorniato dalle fans, mentre la Arcuri va in hospitality Telefonica perché è ospite di Gibernau, mentre tutta la banda di Zelig va in hospitality Gauloises perchè è ospite di Valentino, con il quale ha fatto bisboccia fino a ora giusta il sabato notte (ma quale pilota prende così un Gran Premio di questa importanza?)

Le 125 vanno come devono andare e dopo il Mugello 2003 tutto di Cecchinello come pilota, ecco il bis di Locatelli nel 2004, di cui è team manager.

Il tempo intanto inizia a peggiorare velocemente, però tutto intorno, non sulla pista che viene per ora risparmiata; la cornice di pubblico è incredibile, una cosa da togliere il fiato.

Gara delle 250 con qualche emozione, ma ormai tutti sono lanciati verso il clou: siamo alla stretta finale.

Preparativi, griglia, warm-up lap, via!!!!!

E davanti chi c’è? Ma “anvedi” come stacca Vale!

Nuvolozze nere osservano il succedersi degli uomini al comando: Rossi viene debitamente sverniciato dalla sua ex-moto in rettilineo e debitamente svernicia tutti in staccata alla S.Donato, mentre Nakano fortunatamente svernicia solo il casco e la tuta per un volo che resterà nella storia come l’incidente forse a velocità più alta e a S.Donato accende un incenso di devozione e ringraziamento.

Giri su giri, si ritrovano a lottare i soliti due, Sete Gibernau e Valentino Rossi, a dispetto di tante parole, di quattro giorni di previsioni, di illazioni, di analisi più o meno giuste o più o meno errate, fate voi.

Ma quando finisce che Rossi è davanti? Ancora 10 giri e fuori c’è il fratello minore dell’uragano Hal che scruta la pista in attesa di intervenire personalmente alla festa; 8 giri , 7 giri, Rossi è in testa, 6 giri e un po’, quasi 5 ed ecco che arriva la botta di pioggia, ma solo da un lato del tracciato.

Valentino alza la mano ed è un attimo: dalle diverse hospitality molti escono e sfrecciano urlando verso i retro-box.

Ci si trova in un attimo in pitlane per festeggiare, ma gli uomini della Dorna ricacciano tutti indietro..”No finish! Re-start, Re-start!”

“Re-chè?”

Increduli e in preda al più grande attacco di mal di testa da “coitus interruptus”, con già mezza adrenalina scaricata, a tutti viene ricordato che quest’anno il regolamento è cambiato e che la gara fino al quel momento non è mai esistita: però ce n’è un’altra di 6 giri e può vincere chiunque.

Ah..questo per la sicurezza dei piloti!

Rifanno la griglia e non piove più. Ripartono con le slick per due giri di riscaldamento e non piove più.

Si fermano per lo start e non piove più.

START!…e già alla S.Donato viene giù con i secchi!!! Ma che è, la maledizione di Fantozzi?

Eccolo là, povero Rossi, tutto per niente: davanti Abe (“ehi io ho pagato il biglietto per stare dietro!”), poi Xaus (“maledizione non ne ho distrutta neanche una di moto ultimamente”) e Bayliss (“concentrati..non ho la Ducati, non ho la Ducati, non ho la Ducati..”).

In pista vige la “regola della margherita” ad ogni curva: piove, non piove, piove, non piove.

Per una buona parte l’asfalto è asciutto, ma anche umido, umido-bagnato, allagato, allagato verso l’asciutto dove la nuvola taglia bastardamente proprio in due il suo flusso.

Che casino guidare lì sopra! Due partenze per la sicurezza eh?

Ma guarda chi deve vincere adesso, non è giusto.

Quattro giri alla fine, poi tre..ehi arriva il 46!

Ehi, questo sorpassa tutti!

Due giri, ODDIO L’ULTIMO!

ARRRIVAAAAAAAAAAAA, CORRI AL MURETTOOOOO, ECCOLOOOOOOOO………..AHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!!!!!!!!!!!!!!

(15 minuti dopo)

“Frate-elli-d’Ita-alia, l’Ita-alia s’è de-esta…”

Che bello l’inno italiano cantato da migliaia di persone sotto il podio che sembra galleggiare su di un mare di gente; questo inno che quando lo senti così ti fa venire la pelle d’oca, che quando lo canti così te lo ricordi per tutta la vita.

Non è pieno di orgoglio spocchioso e un po’ vuoto, noi non ne siamo capaci, anzi.

E’ cantato con quel lampo nel cuore di quando parliamo del risotto della nostra nonna, del vino che nostro padre ha tirato su, dei prati che ci hanno visto giocare, del mare che ci ha visto imparare a tuffarci di testa, della terra dove abbiamo preso le prime ciucche, abbiamo baciato le prime ragazze, abbiamo tirato le prime pieghe in moto, quelle “ginocchio tutto giù”.

E’ un orgoglio buono, di quello che toglie il respiro, mentre canti l’inno al ragazzo del podio, uno che ti fa piangere e ridere nello stesso momento, che in moto sai che uno più grande non c’è, che non sai se ci sarà mai più.

Mentre lo canti all’altro, non più ragazzo, che dimmi quello che vuoi ma là in cima a guardare bene c’è sempre; al Max, che si incazza, baruffa, ti fa incazzare e baruffare, ma alla fine con il polso destro ci sa fare e se ti giri te lo trovi sempre alle calcagna.

Se lo meritano questo mare di cuori tutti per loro.

Il Mugello non tradisce mai.

E’ TUTTO FINITO MA….

Domenica c’è Barcellona, nessuna tregua, altra pressione, altro Gp.

Rossi, Capirossi, Biaggi e Melandri rendono visita al pilota ancora in testa al mondiale proprio nella sua città, nella Catalogna orgogliosa e desiderosa di vedere Sete Gibernau davanti a tutti.

Chissà cosa diranno i giornali laggiù, chissà come sarà il clima in quella sala stampa.

Com’erano quei titoli?

Io farei: “Vale, Max, Loris e Marco: quattro eroi nella terra ostile!”

Vamonos a ganar!

Maurizio Ottomano

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