Vai al numero precedenteVai alla prima paginaVai al numero successivo

Vai alla pagina precedenteVai alla prima pagina dell'argomentoVai alla pagina successiva

Vai all'indice del numero precedenteVai all'indice di questo numeroVai all'indice del numero successivo
Scrivi alla Redazione di NautilusEntra  in Info, Gerenza, Aiuto
 
redarrowleft.GIF (53 byte) Varie Sport Maggio 2002
 

"Cielo grigio, terreno pesante"

Sarà un Mondiale di calcio ipertecnologico. Fatto di mille moviole, telecamere in ogni metro di campo e stadi che sembrano astronavi. Un torneo senza cuore e fantasia, anche sul campo. E allora perché non ricordare le romantiche, retoriche e dolci vecchie radiocronache di una volta? Noi ve ne proponiamo qualcuna. Prese fra quelle "inventate" da Stefano Ferrio e pubblicate nel suo libro fra breve in edicola

Siamo alla vigilia di un nuovo campionato mondiale di calcio. Prima ancora di azzardarsi in pronostici sui risultati (l’ordine delle favorite ci pare comunque questo: Francia 35%, Italia e Argentina 25, Brasile 10, nazionale sorpresa 5), sembra già possibile anticipare che questi di Giappone e Corea del Sud saranno Mondiali a tutti gli effetti del "nuovo millennio". Nel senso che, concepiti soprattutto come immane show business mediatico con scarsissime concessioni alla poesia e all’improvvisazione, si proporranno quali esempio di uno sport massificato-globalizzato da vivere esclusivamente attraverso la televisione.

Saranno dunque Mondiali nel segno quasi ossessivo della moltiplicazione delle telecamere, del frenetico spot, del replay a oltranza, delle moviole più esasperate. Qualcosa di lontano anni luce dalla strapaesana improvvisazione e dall’effimera levità delle care, vecchie radiocronache di una volta. Alle quali è interamente dedicato il libro "Cielo grigio, terreno pesante", di Stefano Ferrio. Per gentile concessione dell’autore, ve ne anticipiamo alcuni brani.

… Scusa Lomazzi se ti interrompo, ma devo prendere la linea da Savona perché c’è una rimessa laterale a favore del Napoli. Il signor Dalle Fusine di Montebelluna non ha avuto esitazioni e, dopo una rapida consultazione con il suo collaboratore di destra, il signor Testacco di Foligno, che si era passato la bandierina dietro un orecchio, come prescritto dal regolamento, ha assegnato l’out alla squadra partenopea. Dunque, rimessa laterale a favore del Napoli al 26° del secondo tempo.

Buonafede, se sei d’accordo aspetterei la battuta dell’out prima di tornare la linea a Brindisi… Va bene, allora tutto è pronto per l’esecuzione della rimessa laterale. Se ne incarica Oddoni, e dobbiamo quindi aspettarci questa sua famosa battuta corta, che tanto fa discutere dal famoso ceffone in diretta dato al giocatore dal suo stesso allenatore, Scandurra. Oddoni naturalmente non prende la rincorsa… Si porta il pallone dietro la testa e… Attenzione, non batte l’out perché Senigallia, il preparatore tecnico del Savona, gli ha pizzicato una coscia, non è la prima volta che succede in questa partita, solo che ora il centrocampista in maglia azzurra è a terra, in preda a una sorta di irrefrenabile convulso. C’è Ballico, Ballico che si sta mettendo le mani ovunque per la disperazione… In campo si sta sfiorando il dramma. Vediamo Dalle Fusine apprestarsi a mostrare qualche cartellino, mentre si scatena un indescrivibile parapiglia attorno al guardialinee… Espulso Cujo!… Espulso Cujo! Cartellino rosso per il laterale peruviano del Napoli. Dalle Fusine appare irremovibile, è cartellino rosso per l’ex stella della Financia di Lima, che ora viene portato fuori a forza dai compagni di squadra Maroncelli e Cattelan. Nel frattempo la situazione si è tutt’altro che normalizzata, forse è addirittura degenerata, tanto che vediamo Frangipane, portiere del Savona, venire alle mani con Di Cassio, dirigente accompagnatore del Napoli. Particolare curioso, i due fuori dal campo sono cognati… Scusa Buonanafede, ma in attesa che sul terreno di gioco torni un po’ di chiarezza io ripasserei la linea a Lomazzi…

 

(voce in crescendo, quasi stentoreo)… Maggiolini… Maggiolini… Maggiolini… Maggiolini… (lunga pausa, e voce in decrescendo quasi catatonico)… Porcu… Porcu…Porcu…….Porcu… Nulla di fatto.

 

Il pallone sta danzando ormai da un minuto lungo la linea dell’out quando se ne impossessa di forza Braibante, che forse commette fallo su Caccavale, ma per il signor Trozzo è tutto regolare… Anche lo schiaffo plateale con cui Braibante riesce a proiettare in avanti la sfera, e a inseguirla con un’azione entusiasmante. La palla ora esce dal campo e sta prendendo la via delle gradinate, sempre controllata a distanza da Braibante che si trascina dietro come un’ombra il suo marcatore Frigerio II, protagonista di una partita pressocché impeccabile sul piano difensivo. Abbiamo contato diciotto falli tattici commessi da tergo ai danni del centrocampista avanzato della Pro Vercelli. Ora i due continuano la loro sfida personale sui gradoni della curva sud dello stadio di Voghera, ed è molto bello assistere a questa partita nella partita, così piena di un agonistico furore di altri tempi. Permetteteci la citazione, viene in mente il Camillo Toschi che in altri tempi scriveva del calcio come sport da macellai.

Ecco Braibante girarsi e lanciare uno sputo a Frigerio II, che però si scansa e fa in modo che venga colpito uno spettatore… Il quale reagisce, clamoroso!… Questo sconosciuto mattatore della domenica si mette a inveire contro il capitano del Forlì, e ora minaccia di colpirlo sulla testa con l’ombrello. Nel frattempo Braibante si libera del pallone smistandolo a Cruzado che si invola tutto solo verso i cartelloni pubblicitari. Ma ecco l’arbitro, che ripetiamo è il signor Trozzo di Ravenna, interrompere l’azione, forse un po’ fiscalmente, consentiteci di dirlo, e mandare tutti negli spogliatoi. A voi Varazze.

 

Da Consonni la palla perviene a Crotti. Da Crotti a Cuttizza, e da Cuttizza a Maffioletti. Maffioletti ora si accinge a varcare la fascia mediana del campo, guardato a vista da Benitez, che deve stare attento a non commettere falli troppo plateali dopo il cartellino giallo ricevuto da Cicoria, ripetiamo, per un grave atto di esibizionismo compiuto al 25° del primo tempo, quando il risultato era ancora di tre a tre. Maffioletti ora scherza Benitez con un tunnel, guadagna la tre quarti avversaria e, con grande intelligenza tattica, fa partire un lunghissimo retropassaggio per il proprio portiere, Ripamonti… Che stoppa di petto e poi inciampa, mandando la palla a sbattere sulla traversa della propria porta… Attenzione, si avventa sulla sfera Spaltri, e con lui Bubacco, Schneider, Cristallini, Fotia, Messericola, Scalzotto, Whurer, Okelele, Tremelloni… Mischia spaventosa davanti alla porta… (voce in crescendo) Bettio! Funari! Frangipane! Recchia! Dellomodarme! Amario! Amario! Amariooo!! Amarioooo!!!!… Calcio d’angolo.

 

Bocchio si trascina stancamente la palla lungo la linea di porta, guardato a vista da Dario Venancio. Scocca ormai il settimo dei cinquantadue minuti di recupero concessi dal signor Munafò di Verona prima di essere colto da un malore cardiaco, e di venire sostituito dal quarto uomo Coccobello di Prato. Ci informano nel frattempo che le condizioni di Munafò, per il momento lasciato disteso per terra accanto alla panchina del Monza, sono stabili. Ringraziamo Orazio Gallinelli per lo scrupoloso lavoro di aggiornamento e seguiamo in cronaca diretta le evoluzioni di Bocchio, che ripetiamo, continua a tenere palla lungo la linea della propria porta, adesso guardato a vista non solo da Dario Venancio, ma anche da Vanvitelli e Phil Henderson. Quanto al portiere della Roma, Quartullo, sta guadagnando lentamente il limite dell’area di rigore. Non è escluso che Bocchio alla fine gli cederà il pallone, e che il portiere giallorosso lo scaraventerà di prepotenza in calcio d’angolo. E’ uno degli schemi più emblematici del calcio caotico predicato da mister Alessandrelli. Staremo a vedere, ma intanto passiamo la linea a Foggia dove, come avrete già saputo nel corso dei precedenti collegamenti, è in corso un’invasione di campo dal terzo minuto del primo tempo. A te Claudio Biscotti.

 

(voce ai limiti dell’udibile, emessa a metà fra il sospiro e il mugolio, quasi sovrastata dal continuo clamore del pubblico)… Pipparini……. Pipparini…. Pippariniiii…Pippariniiiiiii…. Pippariniiiiiiiiiiii….. (…)

(da "Cielo grigio, terreno pesante" di Stefano Ferrio)

 

np99_riga_fondo.gif (72 byte)

                                           Copyright (c)1996 Ashmultimedia srl - All rights reserved