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Pan di stelle
Chi crede che
le stelle stiano solo a guardare si sbaglia di grosso: la
scienza ci insegna che ogni atomo del nostro corpo ha avuto
origine dall’enorme esplosione del big bang, che dunque
ognuno di noi è fatto di carne, sangue, ma anche di polvere
di stelle. L’astrologia racchiude nei magici astri l’umano
destino. La glottologia ci invita a ricercare nelle stelle la
fonte dei nostri desideri e il periodo natalizio segna il
trionfo di questi incandescenti e inquietanti puntini luminosi
Un delicato
suggello etimologico fa derivare i desideri dalle stelle:
de-sidera, dove il "de", che in questo caso vuol
dire "giù da", fondendosi dolcemente, come un
sussurro, con la "s" origina la radice "des"
che significa "mancanza", "bisogno di",
"tensione a". E come in un abbraccio di tenerezze
foniche, dal suono si arriva al concetto: grazie a quella
"s" dolce di "sidera", avvertiamo il
sospiro atavico che si accompagna a ciò che è sogno e
desiderio. Se è vero che i sogni stanno nelle stelle, noi, da
quaggiù, guardiamo all’universale firmamento stellato come
al luogo dove tutto è racchiuso, tutto brilla di quella luce
lattea e un po’ ingannevole che hanno i desideri. La luce,
appunto, in sanscrito era dyanos e, da lì, è derivata la
nostra parola "Dio", la grande luce, la stella più
luminosa, il desiderio supremo di ogni uomo e di ogni credo
religioso. Ecco perché la notte di Natale è una notte
stellata, ecco perché la cometa guida i pastori verso il loro
sogno; ecco perché mi piace immaginare noi viventi come
piccole creature vaganti che si aggrappano con un filo alla
loro stella, consapevoli che il sogno fa parte del nostro
Universo.
Ancora una volta l’etimologia
viene in soccorso alla sfera concettuale: (s)upnos, dove
"upò" significa "sotto" e "nòos"
significa "mente", unite danno vita agli "oneirata",
i "sogni", le visioni che galleggiano e preludono al
vero tra tensioni che non sono solo semantiche. Così, in
questo pulviscolo di significati, di segni, di suoni, solo un
pochino surreali, la stella è diventata il simbolo per
eccellenza del Natale, anche di quello consumistico: doniamo
stelle di Natale, addobbiamo gli alberi, le case, i negozi con
sideree lucette, regaliamo stelle vere (la strenna più trendy
dell’anno, www.regalaunastella.it), mangiamo pan di stelle…
E qui in Rete,
ogni notte, noi, sognatori da competizione, navighiamo tra le
stelle. Beh, a tutti quelli che cantano appena svegli la
cenerentoliana " I sogni son desideri", a chi, la
notte di Natale, vorrebbe incartarsi a mo’ di pacco dono in
una di quelle carte blu trapuntate di stelline d’argento che
fanno da cielo al presepio, a quelli che da piccoli si sono
fatti regalare il telescopio, a quelli che restano a bocca
aperta quando scoprono che persino il vecchio Dante, conclude
tutte tre le cantiche della Commedia con la parola
"stelle", Nautilus regala questa piccola raccolta
monotematica di altri tempi.
M.Chiara
Passera
Le ciaramelle
Udii tra il sonno
le ciaramelle,
ho udito un suono di ninne nanne.
Ci sono in cielo tutte le stelle,
ci sono i lumi nelle capanne,
Sono venuti dai monti oscuri
le ciaramelle senza dir niente;
hanno destato ne’ loro tuguri
tutta la buona povera gente…
G.Pascoli
Natale
Nella notte tutta
stelle
Passa un angelo piccino.
Ha soltanto un camicino
E le alucce chiare e belle…
G. Facco
Natale
Gremito di stelle
è il firmamento;
di ghiaia d’argento
brilla la strada del mare
per qualcuno che deve arrivare…
I. Drago
La stella
Son la stella d’oro
e d’argento
Che ha segnato la sua via
Per gridare al freddo e al vento:
presto, presto andate via!
Per guidare il pastorello
Che la via non conosceva
Con la pecora e l’agnello
Fino al Re che attendeva.
L.Nason
Pastorale
Tu scendi dalle
stelle,
o Re del cielo,
e vieni in una grotta,
al freddo e al gelo.
Oh Bambino
Mio divino,
io ti vedo
qui a tremar.
Oh Dio beato,
ahi quanto ti costò
l’averci amato!…
A te, che sei del mondo
Il Creatore,
mancano panni e fuoco;
Oh mio Signore!
Dolce amore
Del mio cuore,
quanto questa povertà
più mi innamora!
Giacché ti fece amor
Povero ancora!
Anonimo
I Re Magi
Una stella
vermiglia
Risplende nella pia
Notte e si spande via
Per miglia e miglia e miglia.
"Oh nova meraviglia!
Oh fiore di Maria!".
Passa la melodia.
E la terra si ingiglia.
Cantano tra il fischiare
Del vento per le forre
I biondi angeli in coro;
Ed ecco Baldassare,
Gaspare e Melchiorre,
con mirra, incenso e oro.
G. D’Annunzio
Stella,
stellina…
In cielo è
fiorita una stella;
la prima, in un ciel d’ametista;
ed è così tremula e bella
che pare un bel fior senza stelo
sbocciato d’incanto lassù
negli orti azzurrini del cielo…
Dall’alto tu vedi la terra,
stellina d’argento! Tu vedi
che ancora fra noi c’è la guerra!
Se al bimbo Gesù sei vicina
Tu digli che pace ci dia,
stellina d’argento, stellina!
Z. Liù
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