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redarrowleft.GIF (53 byte) Attualità Dicembre 2000  

 

Pan di stelle

Chi crede che le stelle stiano solo a guardare si sbaglia di grosso: la scienza ci insegna che ogni atomo del nostro corpo ha avuto origine dall’enorme esplosione del big bang, che dunque ognuno di noi è fatto di carne, sangue, ma anche di polvere di stelle. L’astrologia racchiude nei magici astri l’umano destino. La glottologia ci invita a ricercare nelle stelle la fonte dei nostri desideri e il periodo natalizio segna il trionfo di questi incandescenti e inquietanti puntini luminosi

Un delicato suggello etimologico fa derivare i desideri dalle stelle: de-sidera, dove il "de", che in questo caso vuol dire "giù da", fondendosi dolcemente, come un sussurro, con la "s" origina la radice "des" che significa "mancanza", "bisogno di", "tensione a". E come in un abbraccio di tenerezze foniche, dal suono si arriva al concetto: grazie a quella "s" dolce di "sidera", avvertiamo il sospiro atavico che si accompagna a ciò che è sogno e desiderio. Se è vero che i sogni stanno nelle stelle, noi, da quaggiù, guardiamo all’universale firmamento stellato come al luogo dove tutto è racchiuso, tutto brilla di quella luce lattea e un po’ ingannevole che hanno i desideri. La luce, appunto, in sanscrito era dyanos e, da lì, è derivata la nostra parola "Dio", la grande luce, la stella più luminosa, il desiderio supremo di ogni uomo e di ogni credo religioso. Ecco perché la notte di Natale è una notte stellata, ecco perché la cometa guida i pastori verso il loro sogno; ecco perché mi piace immaginare noi viventi come piccole creature vaganti che si aggrappano con un filo alla loro stella, consapevoli che il sogno fa parte del nostro Universo.

Ancora una volta l’etimologia viene in soccorso alla sfera concettuale: (s)upnos, dove "upò" significa "sotto" e "nòos" significa "mente", unite danno vita agli "oneirata", i "sogni", le visioni che galleggiano e preludono al vero tra tensioni che non sono solo semantiche. Così, in questo pulviscolo di significati, di segni, di suoni, solo un pochino surreali, la stella è diventata il simbolo per eccellenza del Natale, anche di quello consumistico: doniamo stelle di Natale, addobbiamo gli alberi, le case, i negozi con sideree lucette, regaliamo stelle vere (la strenna più trendy dell’anno, www.regalaunastella.it), mangiamo pan di stelle…

E qui in Rete, ogni notte, noi, sognatori da competizione, navighiamo tra le stelle. Beh, a tutti quelli che cantano appena svegli la cenerentoliana " I sogni son desideri", a chi, la notte di Natale, vorrebbe incartarsi a mo’ di pacco dono in una di quelle carte blu trapuntate di stelline d’argento che fanno da cielo al presepio, a quelli che da piccoli si sono fatti regalare il telescopio, a quelli che restano a bocca aperta quando scoprono che persino il vecchio Dante, conclude tutte tre le cantiche della Commedia con la parola "stelle", Nautilus regala questa piccola raccolta monotematica di altri tempi.

M.Chiara Passera

 

Le ciaramelle

Udii tra il sonno le ciaramelle,
ho udito un suono di ninne nanne.
Ci sono in cielo tutte le stelle,
ci sono i lumi nelle capanne,
Sono venuti dai monti oscuri
le ciaramelle senza dir niente;
hanno destato ne’ loro tuguri
tutta la buona povera gente…

G.Pascoli

Natale

Nella notte tutta stelle
Passa un angelo piccino.
Ha soltanto un camicino
E le alucce chiare e belle…

G. Facco

Natale

Gremito di stelle è il firmamento;
di ghiaia d’argento
brilla la strada del mare
per qualcuno che deve arrivare…

I. Drago

La stella

Son la stella d’oro e d’argento
Che ha segnato la sua via
Per gridare al freddo e al vento:
presto, presto andate via!
Per guidare il pastorello
Che la via non conosceva
Con la pecora e l’agnello
Fino al Re che attendeva.

L.Nason

Pastorale

Tu scendi dalle stelle,
o Re del cielo,
e vieni in una grotta,
al freddo e al gelo.
Oh Bambino
Mio divino,
io ti vedo
qui a tremar.
Oh Dio beato,
ahi quanto ti costò
l’averci amato!…
A te, che sei del mondo
Il Creatore,
mancano panni e fuoco;
Oh mio Signore!
Dolce amore
Del mio cuore,
quanto questa povertà
più mi innamora!
Giacché ti fece amor
Povero ancora!

Anonimo

I Re Magi

Una stella vermiglia
Risplende nella pia
Notte e si spande via
Per miglia e miglia e miglia.
"Oh nova meraviglia!
Oh fiore di Maria!".
Passa la melodia.
E la terra si ingiglia.
Cantano tra il fischiare
Del vento per le forre
I biondi angeli in coro;
Ed ecco Baldassare,
Gaspare e Melchiorre,
con mirra, incenso e oro.

G. D’Annunzio

Stella, stellina…

In cielo è fiorita una stella;
la prima, in un ciel d’ametista;
ed è così tremula e bella
che pare un bel fior senza stelo
sbocciato d’incanto lassù
negli orti azzurrini del cielo…
Dall’alto tu vedi la terra,
stellina d’argento! Tu vedi
che ancora fra noi c’è la guerra!
Se al bimbo Gesù sei vicina
Tu digli che pace ci dia,
stellina d’argento, stellina!

Z. Liù

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