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redarrowleft.GIF (53 byte) Sport Marzo 2000
 
L’occhio in fuorigioco

E’ vero, i guardalinee fanno troppi errori nel valutare l’offside nel calcio. Però stavolta a dirlo non sono i soliti presidenti-tifosi: è il risultato di una serissima ricerca olandese pubblicata su "Nature" che ha simulato 200 situazioni-tipo sul campo. Oltre a riesaminare cinque campionati e un mondiale. Conclusione: a causare tanti sbagli non sono misteriosi complotti e congiure dei potenti. Ma un effetto ottico legato ai limiti della capacità visiva umana

Vista da noi italiani è una ricerca sacrosanta. Macché genetica, virus, cloni, particelle quantiche, buchi neri e microprocessori: sapere finalmente se quel fuorigioco c’era o non c’era, questo si che ha un senso. Ma, udite 56-milioni-di-allenatori-nazionali, qualcuno ci ha veramente pensato. E che qualcuno: un nutrito e autorevole gruppo di ricercatori dell’università Vrije di Amsterdam, in Olanda. Uno studio, il loro, finito sulle pagine dell’autorevole rivista scientifica "Nature".

Per la precisione gli scienziati-calciofili fanno parte dell’Institute for Fundamental and Clinical Human Movement Sciences. Non è uno scherzo: sono andati ad investigare con videocamere, righelli e calcolatori perché nel gioco del calcio i guardalinee (si, proprio gli assistenti dell’arbitro) fanno tanti errori (si, le bandierine malamente alzate o malamente nascoste che tanto fanno imbufalire i tifosi e ultimamente anche presidenti e allenatori) nel valutare il fuorigioco (capito bene, il famigerato fuorigioco). Una ricerca serissima, in realtà, finalizzata a comprendere meglio le capacità della funzione visiva umana. Ma che ha alla fine ha messo più chiarezza sull’incubo dei guardalinee. La conclusione dello studio infatti è (al contrario del fuorigioco…) netta: anche il più bravo professionista della bandierina con una vista da aquila è destinato a commettere minimo un 10 per cento di errori. Non per colpa sua, ma a causa dei limiti del nostro sistema visivo.

Hanno fatto le cose seriamente, i ricercatori olandesi: lasciati i laboratori si sono piazzati in un campo di calcio regolare con tre guardalinee professionisti e due delle migliori squadre delle giovanili olandesi. Poi hanno simulato 200 tipiche azioni di fuorigioco. Ai lati del campo c’erano videocamere che oltre a registrare servivano come misura delle varie posizioni. Una specie di "fotofinish", per capirci. In più, uno dei poveri guardalinee se ne sgambettava per la linea laterale con fissata in testa un’altra videocamera (come la Kiko del film di Almodovar) per avere l’esatta idea del suo punto di vista a seconda dei suoi movimenti.

Non basta: si sono anche riguardati (assieme ad alcuni osservatori esterni neutrali) 200 partite dei campionati ‘97-98 delle serie maggiori di Spagna, Olanda, Italia, Inghilterra, Germania nonché 25 match della Coppa del Mondo ’98. Risultato: il 9,3 per cento delle chiamate o non-chiamate di offside era errata.

Per i dettagli delle varie posizioni e i disegni potete leggere la sintesi della ricerca. Quanto alle conclusioni i ricercatori di Amsterdam non hanno dubbi: in 40 casi su 200 gli "assistant referees" nel loro esperimento hanno sbagliato la valutazione. In un senso e nell’altro: segnalando un irregolarità che non c’era o non segnalando quella che c’era. Ci sono insomma situazioni, anche molto frequenti, in cui la visione dell’assistente dell’arbitro è per forza di cose errata. Per esempio, come succede spesso, quando il guardalinee è un metro o poco più avanti della linea dell’ultimo uomo. E’ allora che nella sua retina la proiezione delle figure dei calciatori può risultare alterata rispetto alla realtà. Insomma è il cervello che "vede" Vieri in fuorigioco rispetto al suo avversario, anche se non lo è, per una questione di prospettiva (vedi disegni). O che non vede l’offside di Inzaghi (che invece c’è tutto) per lo stesso motivo: l’attaccante sembra o più in avanti del difensore o più indietro anche se è il contrario. Colpa di madre natura che ci ha fatti una vista ottima per correre dietro alle antilopi con la lancia, ma non ha pensato che avremmo inventato il fuorigioco e tanto meno il football. Anche se in tutti e due i casi i protagonisti sono mezzi svestiti.

A dire il vero qualche guardalinee (negli Usa) non è d’accordo: "Qualcosa ci sarà anche – dice - ma il motivo vero degli errori è la concentrazione: invece di pensare a quello che vede in quel momento, l’assistente arbitra "mentalmente"". Cosa suggeriscono invece gli autori del test anti-errore? Che vista l’importanza del calcio oggi, soprattutto finanziaria (mah, in Italia di queste cose non ne sappiamo niente…), un tale tasso di "errori inevitabili" è inaccettabile. Quindi "servono metodi alternativi nel giudicare l’offside". Ad esempio più "allenamento visivo", un terzo guardalinee o il replay rapido. Non facile, comunque. Ma sognare si può: basta guerre post-partita sul gol regolare si-gol regolare no. E, soprattutto, Biscardi senza lavoro.

Alessandro Mognon

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